che senso ha scrivere un racconto come pensi che lo scriverebbe montalban se avesse a disposizione i tuoi stessi ingredienti? che senso ha scrivere un giallo in cui ti dimentichi di seminare indizi e così tu sai sempre tutto e il lettore non intuisce nulla e lo pagano per arrivare a pag.40, ma tira la fine per vedere fin dove puoi arrivare? che senso ha fare lunghissime descrizioni di rapporti sessuali se non sei in grado di inventare i personaggi che li hanno? che senso ha scrivere dialoghi fra teste pensanti, finendo per distribuire nel racconto una caterva di mental voices mentre in scena nessuno si muove? che senso ha mortificare le frasi soffocandole di avverbi e aggettivi se non c’è una sola idea di partenza?
domande a margine di un dattiloscritto italiano.





